Lo sciame sismico de L’Aquila (Abruzzo) del gennaio 2009 – 6 aprile 2009

Introduzione

Dall’inizio del mese di gennaio del 2009 alle prime ore del 6 aprile 2009, prima del terremoto magnitudo 6,1 il territorio de L’Aquila (Abruzzo, Italia centrale) è stato interessato da uno sciame sismico costituito da 240 terremoti con magnitudo massima di 3,9 e minima di 0,7. La successione di terremoti è stata ascritta alla categoria degli sciami in virtù della definizione data da Mogi nel 1963 e Utsu nel 2002: “si definisce sciame la concentrazione di terremoti in cui non c’è un singolo terremoto di magnitudo predominante”. Differisce pertanto dalla sequenza sismica caratterizzata da un “main shock” e da “aftershocks” per la presenza di molti terremoti di magnitudo diverse distribuiti irregolarmente nel tempo.

Durata sciame e numero di terremoti

Per definire l’inizio, la fine ed il numero di terremoti dello sciame è stato utilizzato l’algoritmo ideato da Paul Reasenberg (1985) denominato CLUSTER2000 e distribuito gratuitamente dal Servizio geologico degli U.S.A. Con questo strumento è possibile definire quali terremoti di una determinata area sono interconnessi: si è così potuto verosimilmente stabilire che lo sciame ha avuto inizio il 7 gennaio del 2009, è terminato il 6 aprile del 2009 con il “main shock” M 6,1 ed è stato costituito da 240 terremoti.

Numero di terremoti

I terremoti totali dello sciame sono stati 240 con valore massimo giornaliero di 39 terremoti registrato il 30 marzo. Nel grafico 1 è riportato il numero di terremoti giornalieri dall’inizio alla fine dello sciame mentre nel grafico 2 la linea blu indica il numero di terremoti cumulato in quel giorno dall’inizio dello sciame e le frecce rosse gli aumenti della pendenza della curva in corrispondenza dei giorni di maggiore attività (23 e 30 gennaio, 13 febbraio e 30 marzo): il cambio di pendenza più importante è stato registrato il 30 marzo, 7 giorni prima del main shock M 6,1. La durata dello sciame è stata di 90 giorni durante i quali sono stati registrati terremoti in 54 giorni (60%) e conseguentemente sono stati rilevati 36 giorni di assenza di scosse con periodo più lungo di calma sismica pari a 7 giorni dal 3 al 9 marzo. La media giornaliera è stata pari a 2,7 terremoti/giorni totali e 4,4 terremoti/giorni attivi.

Figura 1 – Numero di terremoti giornalieri

Figura 2 – Numero cumulato di terremoti giornalieri

Magnitudo

La magnitudo massima è stata pari a 3,9 ed è stata registrata il 5 aprile, alla fine dello sciame ed il giorno prima del main shock, al 233° terremoto (97%); quella minima è stata pari a 0,7 ed è stata registrata il 30 gennaio, il 28 febbraio ed il 16 marzo (12%, 33%, 40%). La maggior parte dei terremoti ha avuto magnitudo compresa tra 1,1 e 1,5 (40%) e tra 1,6 e 2,0 (30%). Solo il 5% ha avuto una magnitudo maggiore o uguale a 2,6 (12 terremoti). La magnitudo media dello sciame è stata pari a 1,7.

L’andamento giornaliero della magnitudo segue l’andamento tipico degli sciami con individuazione di una correlazione di tipo polinomiale di sesto grado mostrante tre picchi di massimo (all’inizio dello sciame, alla metà ed alla fine) e due picchi negativi (intervallati ai tre picchi di massimo).

Figura 3 – Distribuzione dei terremoti per classi di magnitudo

Figura 4 – Andamento giornaliero della magnitudo

Figura 5 – Localizzazione epicentri dello sciame