Il lupo di Cartellino

Cartellino, piccolo borgo rurale della Ciociaria, fine 1984. I lavori nei campi nebbiosi, nelle fattorie e nelle cantine profumate di mosto scandiscono le tranquille giornate di inizio novembre mentre tutti si preparano a festeggiare il Patrono San Martino. Ma, d'improvviso, tre tragici eventi sconvolgono le serene notti del plenilunio. Quale orrore nasconderà il bosco di Cartellino? Il maresciallo dei Carabinieri Arduino Del Banchetto sarà chiamato ad una prova ardua, tra la superstizione dilagante, l'invidia del suo superiore e l'ostilità del parroco

Un libro di paesaggi, colori e sapori, in un paese della Ciociaria in cui la vita è ancora scandita dal ritmo delle stagioni. Ma anche un libro di contrapposizioni: la luce degli spazi in cui la natura è ancora protagonista e il buio di luoghi angusti dove si nasconde e autoalimenta paura, ozio e la malvagità umana. Le tenebre della superstizione popolare che offusca la ragione e la luce della razionalità che si ostina e resiste. Che non è un testo di metafisica ma un avvincente giallo ce lo dice però la figura di un maresciallo dei carabinieri che alle doti investigative aggiunge un gusto sottile e compiaciuto per i piccoli riti quotidiani: l’immancabile caffè, il bicchiere di vino e l’affettuoso e ironico scambio di battute che scandisce gli incontri con gli abitanti del paese e le lunghe attese proprie della vita di caserma. Ecco, forse la principale caratteristica e la più grande forza di questo maresciallo investigatore è proprio l’ironia. Un'ironia che dà al personaggio il lucido distacco proprio del detective e, al contempo, un caratteristico tratto di umanità. Un’ironia che non è affatto il contrario ma solo l’altra faccia della serietà e della perspicacia, e che si manifesta con un sorriso che il protagonista non perde mai, nemmeno nei momenti più difficili. Arduino del Banchetto sa ridere e sorridere. Sa scorgere e riconoscere, insieme a quello nascosto, anche il lato buffo delle cose. Ed è ciò che gli darà la forza per sopportare e sconfiggere l’imbecillità e la cattiveria umana (Bernardo Piccioli Fioroni)