La produzione e la gestione dei rifiuti urbani da imballaggio nel 2017

Imballaggi e rifiuti di imballaggio: cosa sono

Per imballaggio si intende un manufatto utilizzato per contenere un prodotto, per poterlo esporre nei punti vendita e per poterlo trasportare. Sono imballaggi, a solo titolo di esempio, le bottiglie dell’acqua minerale, le lattine dei pelati, i flaconi contenenti il deodorante, le cassette in legno. Quando devono essere dimessi vanno obbligatoriamente conferiti nei circuiti della raccolta differenziata affinché possano essere selezionati e conferiti ai consorzi del sistema Conai o ad altri operatori per il riciclaggio e la nuova immissione nel circuito produttivo. I consorzi del Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi) che si occupano dei singoli materiali sono Corepla per la plastica, Comieco per la carta, Coreve per il vetro, Cial per l’alluminio, Ricrea per l’acciaio e Rilegno per il legno. In funzione del grado di pulizia della raccolta differenziata, questi consorzi riconoscono alle aziende di raccolta e/o ai comuni dei corrispettivi economici variabili da materiale a materiale. Questo perché, nell’ottica del principio europeo della responsabilità, il produttore di imballaggi deve farsi carico del ciclo di fine vita dei propri rifiuti.

Per capire se un materiale che si ha tra le mani sia un imballaggio e quindi se sia da conferire nella raccolta differenziata occorre porsi questa domanda: “ho acquistato questo oggetto o quello che conteneva?” Se la risposta è positiva al primo quesito allora non è un imballaggio, se è positiva al secondo quesito allora è un imballaggio. Ad esempio, uno scolapasta rotto non va conferito in raccolta differenziata della plastica perché quando ne ho preso possesso volevo effettivamente acquistare uno scolapasta. La bottiglia dell’acqua minerale, invece, è un imballaggio perché me la ritrovo in casa in quanto ho acquistato dell’acqua minerale. Ci sono anche delle eccezioni, in quanto nella raccolta differenziata della carta, ad esempio, si può conferire anche ciò che, ancorché a base cellulosica, non è un imballaggio, come la carta grafica (giornali, riviste, quaderni, ecc.)

Gli imballaggi immessi al consumo nel 2017

Nel 2017 in Italia sono state immesse al consumo circa 13 milioni di tonnellate di imballaggi con un incremento del 2,8% rispetto al 2016. Dominano i cartoni, seguiti dal legno (soprattutto imballaggi utilizzati per il trasporto) e si equivalgono plastica e vetro.

Imballaggi immessi al consumo nel 2017 in Italia

I rifiuti di imballaggio riciclati e recuperati energeticamente nel 2017

I rifiuti di imballaggio vengono sottoposti essenzialmente a due tipologie di trattamento, contemplate nella normativa comunitaria e nazionale, ai fini del loro recupero: il riciclaggio, per la produzione di nuove materie prime ed il trattamento termico, per il recupero dell’energia in essi immagazzinata. Complessivamente, nel 2017 sono state recuperate oltre 10 milioni di tonnellate di rifiuti di imballaggio, di cui quasi 9 milioni con il riciclaggio ed il resto con il recupero energetico. Di tutti gli imballaggi immessi al consumo, pertanto, quasi 8 chili ogni 10 sono stati recuperati. I tassi di recupero sono diversi da materiale a materiale, ma comunque tutti soddisfacenti: per quanto riguarda la carta, quasi 9 chili ogni 10 vengono recuperati; per la plastica, più di 8 chili ogni 10; mentre per il legno poco più di 6 chili ogni 10.

Riciclaggio e recupero dei rifiuti di imballaggio nel 2017 in Italia

Gli obiettivi di riciclaggio e di recupero dei rifiuti di imballaggio

Attualmente la normativa prevede che almeno il 55% degli imballaggi immessi al consumo sia riciclato e che almeno il 60% sia recuperato complessivamente. Per quanto scritto sopra si evince che per tutte le tipologie di imballaggio l’Italia rispetta gli obiettivi normativi ponendosi in una posizione di assoluto prestigio a livello comunitario e mondiale

Recupero dei rifiuti di imballaggio nel 2017 in Italia