L’incenerimento con recupero di energia dai rifiuti nel 2017

L'incenerimento dei rifiuti urbani con recupero di energia

Gli impianti di incenerimento con recupero di energia sono infrastrutture che nella gestione dei rifiuti urbani, ed in particolare nella piramide della gerarchia europea, si pongono in una posizione intermedia tra il recupero di materia e lo smaltimento in discarica: questa forma di trattamento è pertanto da preferire allo smaltimento per tutti quei flussi per i quali non è praticabile il riciclaggio per questioni ambientali, tecniche ed economiche. Nel trattamento di diversi flussi di rifiuti non riciclabili, infatti, il recupero di energia consente di ottenere performance ambientali preferibili a qualsiasi altra tipologia di trattamento. L’incenerimento è quindi da considerare “un concorrente” della discarica e non del riciclaggio, come dimostrano i dati di gestione forniti da Eurostat per l’Europa e da Ispra per l’Italia, riportati nel grafico in ordine decrescente di riciclaggio, in cui si evince chiaramente che dove è praticato l’incenerimento con il recupero di energia i livelli di riciclaggio sono comunque molto alti mentre sono residuali le percentuali di smaltimento in discarica (Slovenia, Germania, Austria, Belgio ed Olanda)

Gestione dei rifiuti urbani in Europa nel 2016

Gli impianti di incenerimento presenti in Italia

In Italia nel 2017 erano operativi 38 impianti di incenerimento di cui 26 al nord, 6 al centro e 6 al sud. Non sono presenti impianti nelle regioni Valle d’Aosta e Liguria al nord, Umbria e Marche al centro, Abruzzo e Sicilia al sud. Il numero di impianti per regione è il seguente:

  • Lombardia = 13
  • Emilia Romagna = 8
  • Toscana = 5
  • Veneto = 2
  • Piemonte, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna = 1

Gli impianti operativi si sono progressivamente ridotti negli anni passando dai 49 del 2012 ai 38 attuali peggiorando così la situazione di deficit impiantistico che caratterizza il nostro Paese.

I rifiuti trattati negli impianti di incenerimento

In questi impianti sono state conferite oltre 6 milioni di tonnellate di rifiuti (di cui circa 5,3 urbani, trattati e non, ed il resto speciali per i quali è necessario l’incenerimento, ai fini della riduzione della pericolosità, quali a titolo di esempio i sanitari a rischio infettivo). La quantità di rifiuti urbani inceneriti ammonta a circa il 18% rispetto al totale dei rifiuti prodotti, percentuale che si mantiene stabile dal 2013

Il recupero di energia dai rifiuti

Nel 2017 gli inceneritori hanno prodotto 4,5 milioni di MWh elettrici e 2,0 milioni di MWh termici energia contenuta nei rifiuti e recuperata in sostituzione quindi di fonti fossili: se questi rifiuti fossero stati smaltiti in discarica questa energia sarebbe andata persa.

Il coincenerimento dei rifiuti urbani

Va evidenziato, infine, che piccole quote di rifiuti urbani, dopo essere state trattate in impianti di trattamento meccanico – biologico, vengono utilizzate in impianti dedicati alla produzione di energia elettrica in parziale sostituzione di fonti fossili. Questo avviene in 8 centrali ubicate al nord, una al centro e 2 al sud