La lettera degli scienziati sul clima, parte prima: nessuno nega il cambiamento climatico in atto

Torniamo a parlare della petizione lanciata da decine di qualificati scienziati italiani al fine di instaurare un serio dibattito sul clima, la climatologia ed il cambiamento climatico in atto.

Le lettere:

  • devono essere lette
  • devono essere comprese

Leggendo su vari canali imbarazzanti dichiarazioni e sentendo pareri di varia natura, ho appurato che pochi sono quelli che hanno letto la suddetta lettera e ancora meno sono quelli che l’hanno capita. Eppure, è di una chiarezza impressionante!

Con questo primo articolo, pertanto, iniziamo una analisi logica, grammaticale e sostanziale della petizione al fine di chiarire cosa hanno scritto i professori.

Mai hanno negato il cambiamento climatico in atto, per tutta una serie di ragioni: i dati sono chiari e i firmatari sono quasi tutti geologi, scienziati che hanno studiato tomi innumerevoli e perso diottrie sul campo per studiare ed analizzare i tantissimi cambiamenti climatici che hanno interessato e sempre interesseranno il nostro pianeta (per il fondamentale principio dell’attualismo). Il cambiamento climatico è una caratteristica saliente del pianeta Terra, al pari dell’atmosfera composta da azoto ed ossigeno, dell’abbondanza del silicio nella crosta e della predominanza del monossido di diidrogeno (acqua).

Cambiamenti climatici che si sono verificati per tantissime concause e che, ripeto, continueranno a verificarsi.

Ed infatti l’incipit della lettera in analisi è il seguente:

“I sottoscritti, cittadini e uomini di scienza, rivolgono un caloroso invito ai responsabili politici affinché siano adottate politiche di protezione dell’ambiente coerenti con le conoscenze scientifiche. In particolare, è urgente combattere l’inquinamento ove esso si presenti, secondo le indicazioni della scienza migliore. A tale proposito è deplorevole il ritardo con cui viene utilizzato il patrimonio di conoscenze messe a disposizione dal mondo della ricerca e destinate alla riduzione delle emissioni antropiche inquinanti diffusamente presenti nei sistemi ambientali sia continentali che marini”

Chiarissimo: combattere l’inquinamento secondo le indicazioni della scienza migliore; deplorevole il ritardo con cui viene utilizzato il patrimonio di conoscenze destinate alla riduzione delle emissioni antropiche.

Quindi smettiamola di scrivere e dire che alcuni scienziati negano e piuttosto acquistiamo un manuale di comprensione dei testi.

Nei prossimi articoli affronteremo nel dettaglio gli altri periodi della petizione.