La lettera degli scienziati sul clima, parte seconda: la variazione della temperatura della bassa atmosfera terrestre

Cominciamo ad affrontare il cuore della lettera che pochi hanno letto e che quasi nessuno ha capito ed analizziamo il primo periodo che richiederà diversi articoli di approfondimento. D’altronde il tema è complesso, io mi diverto a scrivere, soprattutto di clima, e questi articoli sono rivolti a chi ha un minimo di volontà di approfondire il tema del cambiamento climatico.

Vediamo quindi cosa è scritto in questa parte della lettera:

“Negli ultimi decenni si è diffusa una tesi secondo la quale il riscaldamento della superficie terrestre di circa 0,9°C osservato a partire dal 1880 sarebbe anomalo e causato esclusivamente dalle attività antropiche, in particolare dalle immissioni in atmosfera di anidride carbonica proveniente dall’utilizzo dei combustibili fossili. Questa è la tesi del riscaldamento globale antropico promossa dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) delle Nazioni Unite”

Avrete notato che nella lettera gli scienziati, apostrofati col termine di negazionisti, non mettono in dubbio l’aumento delle temperature, non usando mai verbi al modo condizionale. Questo modo verbale, d’altronde, lo introducono subito dopo con un bel “sarebbe”, ma per ora soffermiamoci sulla spiegazione di come è stato determinato il famoso valore di +0,9°C.

Le temperature, come noto, sono rilevate tramite strumenti chiamati termometri che nel corso degli ultimi 100 anni hanno subito una evoluzione tecnologica notevole: si è passati, infatti, da imprecisi strumenti ad alcool e mercurio a quelli dotati di sensori e comunicanti con centraline professionali (come quella che io stesso ho installato per puro godimento meteorologico), sicuramente più precisi e meno soggetti all’errore umano di lettura. Oggi sono installati, secondo le norme della Organizzazione Meteorologica Mondiale, in capannine esposte a tutti i punti cardinali, lontano da alberi e costruzioni, su fondo erboso e ad un metro da terra. L’uomo registra le temperature su appositi Annali dal 1880 e la più completa banca dati mondiali di questi Annali è gestita dal Goddard Institute for Space Studies della Nasa (www.giss.nasa.gov) in cui le temperature di tutte le stazioni possono essere visionate e scaricate tramite un file di testo e agevolmente acquisibili in fogli di calcolo per l’analisi.

Le stazioni censite dal GISS sono quasi 10.000, ma in realtà quelle in funzione fin dal 1880 sono poco meno di 200: se siano troppo poche non è possibile al momento determinarlo. Quello che conta, invece, è che sono distribuite in maniera decisamente poco uniforme sul pianeta: sono infatti concentrate quasi esclusivamente negli USA ed in Europa; in Asia sono presenti in modo congruo solo in India e nell’emisfero australe si annoverano solo 8 stazioni (5 in Oceania, una in Africa e 2 in Sudamerica).

E’ anche vero che tutte le stazioni indicano la medesima tendenza all’aumento delle temperature della bassa atmosfera terrestre dal 1880 ad oggi ed i calcoli, svolti con diverse metodologie, restituiscono il famoso +0,9°C indicato in premessa e riportato nei vari rapporti ufficiali.

Su questo aumento, pertanto, nulla da eccepire.

Quindi, ricapitolando: la temperatura dell’atmosfera terrestre dal 1880 è aumentata di quasi un grado centigrado, le stazioni considerabili sono poco meno di 200, le stazioni sono quasi tutte ubicate nell’emisfero boreale con concentrazione in Europa e negli USA.

Andando ad approfondire le analisi si possono fare delle ulteriori considerazioni.

Nel grafico 1 si nota chiaramente la tendenza all’aumento delle temperature medie annuali, anche se l’elaborazione sembra mostrare un andamento non perfettamente lineare.

Variazione della temperatura terrestre dal 1880 al 2018

Nel grafico 2, infatti, vengono riportate le medie calcolate su trenta anni (1880-1909; 1910-1939; 1940-1969; 1970-1999) e si noterà che nella parte centrale del periodo considerato si registra una sostanziale stabilità: aumento nel primo periodo, stabilità nel periodo centrale, aumento nell’ultimo periodo.

Variazione delle medie trentennali dal 1880 al 2018

Ma quello che è ancora più interessante è il grafico 3 delle medie mobili trentennali: al di là del nome altisonante, la media mobile trentennale è una media aritmetica calcolata su trenta anni, mobile perché è calcolata sempre sugli ultimi 30 anni a partire da quello di riferimento. Si noterà il seguente andamento: aumento fino alla fine degli anni ’50, quindi diminuzione fino a metà degli anni ’80, quindi nuovo aumento fino ai giorni nostri.

Variazione media mobile trentennale dal 1880 al 2018

Ed ancora più interessanti sono i grafici 4, 5 e 6 in cui viene analizzata la variazione della temperatura rispettivamente negli ultimi 30, 20 e 10 anni. Si noterà che, ad eccezione del picco di caldo del 2016 e del picco di freddo del 1996, la temperatura degli ultimi 30, 20 e 10 anni è rimasta sostanzialmente invariata (fatto sul quale si è più volte espresso il premio Nobel Carlo Rubbia)

Variazione della temperatura terrestre dal 1989 al 2018

Variazione della temperatura terrestre dal 1999 al 2018

Variazione della temperatura terrestre dal 2009 al 2018

In base a tutte queste analisi di dettaglio e per la presenza degli andamenti sopra riassunti, gli scienziati, applicando il metodo scientifico sperimentale, nella seconda parte della loro lettera hanno usato il verbo essere al modo condizionale e al tempo presente.

Ma questo argomento sarà oggetto del quarto articolo.