I dati meteo del gennaio 2019

Introduzione

Riportiamo alcuni dati registrati nella stazione meteorologica professionale installata a Ceprano, centro della Valle latina, ad una quota di 100 metri s.l.m. La Valle latina è ascrivibile alle aree tirreniche, protetta a nord est dalla catena appenninica ed esposta a sud – ovest dove sorgono le lievi alture della catena dei Lepini – Ausoni – Aurunci che la separano dal mare. Il mese di gennaio è, sia nella convenzione dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale che da un punto di vista astronomico, un mese interamente invernale. Nei grafici, potranno essere visualizzati i dati registrati giorno per giorno, la media mensile e la media normale di riferimento.

Temperature minime

La temperatura minima è quella che, in condizione normali, viene registrata negli istanti immediatamente precedenti al sorgere del Sole: infatti, è proprio in questi momenti che si raggiunge il massimo dell’energia ceduta dalla Terra allo spazio. Nel momento in cui il Sole sorge, la Terra comincia a ricevere energia e la temperatura inizia a salire. La temperatura minima media del mese di gennaio 2019 è stata pari a -0,4 °C, valore decisamente inferiore alla media di riferimento (+1,1 °C). Il mese di gennaio 2019 è pertanto risultato il 7° più freddo su 22: quello con la minima media più alta è stato quello del 2001 e quello con la minima media più bassa quello del 1983. La mattina più fredda è stata quella del 12 (-6,2°C) e quella più calda si è avuta il 22 (+5,5°C); in ben 21 occasioni si è andati sotto lo zero.

Figura 1 – Temperature minime

Temperature minime gennaio 2019

Temperature massime

La temperatura massima è quella che, in condizioni normali, viene registrata circa un’ora dopo il raggiungimento del punto di massima altezza da parte del Sole: fino a questo momento, infatti, l’energia ricevuta aumenta progressivamente e di conseguenza la temperatura sale. Superato il culmine, i raggi cominciano ad essere sempre più inclinati e pertanto la temperatura diminuisce.

La temperatura massima media del gennaio 2019 è stata pari a +9,6 °C, decisamente inferiore al valore medio del periodo (+11,6°C). Il gennaio 2019 è risultato il 4° più freddo su 22: il gennaio con la massima media più alta è stato quello del 1998 e quello con la massima media più bassa quello del mitico 1985 (cielo spesso coperto, nevicate continue, scarso riscaldamento da parte del Sole). Il pomeriggio più freddo è stato il 30 (+6,5°C) e quello più caldo il 15 (13,3°C).

Figura 2 – Temperature massime

 

Temperature medie

La temperatura media si ottiene facendo la media aritmetica della temperatura massima e minima di ogni giorno (si sommano le temperature massime e minime e si divide il risultato per 2). L’escursione termica, di cui spesso si sente parlare, è la differenza tra la temperatura massima e quella minima: aumenta con i cieli sereni (quando le minime sono più basse perché la Terra perde più calore non trattenuto dalle nubi e le massime più alte per la presenza del Sole) e diminuisce con cieli nuvolosi (minime che si mantengono più alte perché la copertura nuvolosa impedisce alla Terra di perdere calore e massime più basse perché le nuvole respingono parte dell’energia solare). La temperatura media del gennaio 2019 (ottenuta sommando le 31 medie giornaliere e dividendo per 31) è stata pari a +4,6 °C, valore decisamente inferiore alla media di riferimento (+6,2°C). Il mese di gennaio 2019 è risultato il 6° più freddo su 22: il gennaio con la media maggiore è stato quello del 1998 e con la media minore quello del 1983 (che ha fatto registrare temperature minime inferiori a quelle del 1985 per via del maggior numero di cieli sereni rispetto al nevoso 1985). Complessivamente, il giorno più freddo è stato l’11 (+1,5°C, una media decisamente invernale!) e quello più caldo il 25 (+9,0°C): in nessuna occasione la media è risultata superiore a 10 gradi, valore di riferimento importante per connotare le giornate prettamente invernali.

Figura 3 – Temperature medie

Temperature medie gennaio 2019

Riepilogo temperature

Complessivamente, il mese di gennaio 2019 è risultato un mese con temperature decisamente inferiori alle medie, sia per i valori medi (1,6°C in meno) che per i valori minimi (1,5°C in meno) che massimi (2,0°C in meno).

Precipitazioni e pressione media

La precipitazione viene misurata con appositi strumenti detti pluviometri registratori: dire che in una data area è caduto un millimetro di pioggia vuol dire che se la pioggia fosse trattenuta senza scorrere l’altezza raggiunta alla fine della giornata sarebbe proprio di un millimetro; parallelamente, l’altezza sarà di 100 millimetri (e cioè 10 centimetri) se il pluviometro registrerà 100 mm, un valore molto alto per un singolo giorno. La precipitazione totale del gennaio 2019 è stata pari a 70 mm, valore decisamente inferiore alla media di riferimento (103,8 mm), mentre i giorni piovosi sono stati 10 e perfettamente in linea con la media. Il gennaio 2019 è risultato il 30° più siccitoso su 90: quello con le maggiori precipitazioni è stato il 1927, con quasi 300 mm, e solo in un anno, nel 1993, non si sono avute piogge. L’intensità delle precipitazioni, indicatore piuttosto importante in era di cambiamenti climatici, è stata pari a 7 mm per ogni giorno piovoso, inferiore pertanto alla media (10,3 mm per ogni giorno piovoso): le piogge, pertanto, sono risultate “meno violente” della media. Il gennaio del 2019 è risultato il 25° con le precipitazioni meno intense su 83: quello con le piogge più violente è stato il gennaio del 2001 con oltre 25 mm per ogni giorno piovoso. Per l’analisi delle precipitazioni nevose del mese si rimanda all’articolo linkato in fondo.

Figura 4 – Precipitazioni e pressione media

Precipitazioni piovose e pressione media gennaio 2019

Riepilogo precipitazioni

Complessivamente, il mese di gennaio 2019 è risultato un mese con precipitazioni inferiori alle medie, sia per i valori medi (33,8 mm in meno), ma meno intense della media (3,3 mm in meno per ogni giorno piovoso)

Umidità relativa e velocità massima giornaliera del vento

L’umidità relativa è, semplicemente, il rapporto tra il vapore acqueo presente nell’aria e il quantitativo massimo che a quella temperatura potrebbe essere contenuto senza formare nubi: una umidità relativa del 100% significa che l’aria contiene il massimo dell’umidità possibile ed ogni ulteriore apporto di vapore comporterà la formazione di nubi. Riveste una importanza notevole nella definizione del tempo meteorologico di una data area, ben superiore rispetto al valore dell’umidità assoluta che non viene solitamente indicata nei report avendo scarso significato. La nostra stazione, inoltre, memorizza la massima velocità raggiunta dal vento giornalmente: questo dato è utile per classificare, unitamente ad altri fattori, la turbolenza dell’aria. Velocità alte, infatti, sono indicatrici, quasi sempre, di presenza di aria instabile per passaggio di perturbazioni. L’umidità relativa media mensile è risultata pari a 76,2%, la velocità media del vento 17,6 km/h e la velocità massima, registrata il giorno 3 è stata pari a 38,8 km/h.

Figura 5 – Umidità relativa

Umidità relativa media, minima e massima gennaio 2019