Lo sciame sismico di San Pietro Avellana (IS, Molise) del novembre 2017 – febbraio 2018

Introduzione

Dalla fine del mese di novembre del 2017 all’inizio del mese di febbraio del 2018 il territorio di San Pietro Avellana in provincia di Isernia (Molise, Italia centrale) è stato interessato da uno sciame sismico costituito da 145 terremoti con magnitudo massima di 2,9 e minima di 0,5. La successione di terremoti è stata ascritta alla categoria degli sciami in virtù della definizione data da Mogi nel 1963 e Utsu nel 2002: “si definisce sciame la concentrazione di terremoti in cui non c’è un singolo terremoto di magnitudo predominante”. Differisce pertanto dalla sequenza sismica caratterizzata da un “main shock” e da “aftershocks” per la presenza di molti terremoti di magnitudo diverse distribuiti irregolarmente nel tempo.

Durata sciame e numero di terremoti

Per definire l’inizio, la fine ed il numero di terremoti dello sciame è stato utilizzato l’algoritmo ideato da Paul Reasenberg (1985) denominato CLUSTER2000 e distribuito gratuitamente dal Servizio geologico degli U.S.A. Con questo strumento è possibile definire quali terremoti di una determinata area sono interconnessi: si è così potuto verosimilmente stabilire che lo sciame ha avuto inizio il 29 novembre del 2017, è terminato il 7 febbraio del 2018 ed è stato costituito da 145 terremoti.

Numero di terremoti

I terremoti totali dello sciame sono stati 145 con valore massimo giornaliero di 18 terremoti registrato l’8 dicembre. Nel grafico 1 è riportato il numero di terremoti giornalieri dall’inizio alla fine dello sciame mentre nel grafico 2 la linea blu indica il numero di terremoti cumulato in quel giorno dall’inizio dello sciame e le frecce rosse gli aumenti della pendenza della curva in corrispondenza dei giorni di maggiore attività (8 dicembre, 4 gennaio e 26 gennaio). La durata dello sciame è stata di 71 giorni durante i quali sono stati registrati terremoti in 40 giorni (56%) e conseguente sono stati rilevati 31 giorni di assenza di scosse con periodo più lungo di calma sismica pari a 6 giorni dal 15 al 20 gennaio 2018. La media giornaliera è stata pari a 2,0 terremoti/giorni totali e 3,6 terremoti/giorni attivi.

Figura 1 – Numero di terremoti giornalieri

Figura 2 – Numero cumulato di terremoti giornalieri

Magnitudo

La magnitudo massima è stata pari a 2,9 ed è stata registrata il 29 novembre 2017, al 4° terremoto (3%); quella minima è stata pari a 0,5 ed è stata registrata il 28 gennaio 2018, al 121° terremoto (83%). La maggior parte dei terremoti ha avuto magnitudo compresa tra 1,6 e 2,0 (45%) e tra 1,1 e 1,5 (35%). Solo il 3% ha avuto una magnitudo maggiore o uguale a 2,6 (5 terremoti). La magnitudo media dello sciame è stata pari a 1,6.

L’andamento giornaliero della magnitudo segue l’andamento tipico degli sciami con individuazione di una correlazione di tipo polinomiale di quarto grado mostrante due picchi di massimo (all’inizio dello sciame ed alla metà) e due picchi negativi (il primo intervallato tra i due picchi positivi ed il secondo sul finire dello sciame).

Figura 3 – Distribuzione dei terremoti per classi di magnitudo

Figura 4 – Andamento giornaliero della magnitudo

Figura 5 – Localizzazione epicentri dello sciame (in azzurro) e dei tre terremoti M>4 che hanno interessato la zona

Maggiori terremoti che hanno interessato questa area

In passato questa zona è stata interessata da 3 terremoti con magnitudo superiore a 4:

-       25 settembre 1925 con magnitudo 5,40

-       31 luglio 1936 con magnitudo 4,58

-       15 ottobre 1940 con magnitudo 4,63

Figura 6 – Epicentro del terremoto con M > 5,0 che ha interessato la zona sede dello sciame sismico