Neozoico

Il Neozoico o Era quaternaria: colore usato nelle carte geologiche

Nelle carte geologiche il colore identifica l’età delle rocce e per il Neozoico il colore è il giallo per il Pleistocene ed il celeste per l’Olocene.

Il Neozoico: limiti temporali e suddivisioni

L’ era Neozoica inizia circa 2 milioni di anni fa e non è ancora terminata. I fatti principali sono il susseguirsi delle glaciazioni (almeno 5) e la comparsa dell’ uomo. L’ inizio viene fatto coincidere con l’età dei ritrovamenti del giacimento di Olduvai (Tanzania) contenente scheletri di 7 individui con caratteri intermedi tra Pithecanthropus e Australopithecus associati ai primi manufatti conosciuti di pietra scheggiata.

Il Neozoico è diviso in 2 periodi:

  • OLOCENE (iniziato 10 000 anni fa, non ancora terminato)
  • PLEISTOCENE (da 2 milioni a 10 000 anni fa)

Il Pleistocene è caratterizzato dalla presenza, in Europa, di grandi carnivori (leone, orso delle caverne, iene), di ippopotami, di rinoceronti, di elefanti; mentre l’Olocene è caratterizzato dalla scomparsa, in Europa, degli animali anzidetti.

In sintesi gli avvenimenti principali dell’ era Neozoica sono:

  • avvento delle glaciazioni
  • scomparsa dall’Europa dei grandi mammiferi
  • comparsa dell’ uomo

Le oscillazioni climatiche durante il Neozoico

Uno dei fatti salienti dell’era Neozoica è il susseguirsi di periodi glaciali (freddi) ed interglaciali (caldi) che hanno lasciato tracce molto evidenti nelle rocce; nelle zone dove i ghiacci non arrivarono si ebbero periodi piovosi (caldi) e periodi secchi (freddi). Non è ancora chiaro il motivo che ha causato tali fenomeni, ma esistono diverse teorie:

  • variazione periodica dell’ intensità di radiazione solare
  • variazione di trasparenza dello spazio per la presenza di polveri cosmiche
  • diverso comportamento dell’ atmosfera per mutamenti di composizione (soprattutto nella quantità di CO2).

Grande influenza devono aver avuto anche l’orogenesi alpina, la deriva dei continenti e la migrazione dei poli. Con le oscillazioni del clima in senso freddo anche la temperatura dell’acqua diminuiva: le faune marine che abitualmente vivevano in mari nordici migravano verso sud (e per questo sono dette ospiti freddi). Quando invece il periodo glaciale terminava e si verificava un innalzamento delle temperature le faune marine che abitualmente vivevano lungo le coste africane migravano verso nord (dette per questo ospiti caldi). Lo stesso si verificava per le faune terrestri. In Europa le tracce di tali migrazioni sono molto evidenti e ci consentono di ricostruire il susseguirsi delle glaciazioni.

I principali ospiti freddi sono:

  • Globigerina pachyderma, foraminifero
  • Hyalinaea balthica, foraminifero
  • Arctica islandica, mollusco bivalve

Artica islandica ospite freddo del mediterraneo durante le glaciazioni del quaternario

  • Buccinum undatum, mollusco gasteropode
  • Cardita elongata, mollusco bivalve
  • Mya truncata, mollusco bivalve

Mya truncata ospite freddo nel Mediterraneo durante le glaciazioni del Quaternario

I principali ospiti caldi sono:

  • Strombus bubonius, mollusco gasteropode

Strmobus bubonius ospite caldo del Mediterraneo durante i periodi interglaciali del Quaternario

  • Conus testudinarius, molllusco gasteropode

Conus testudinarius ospite caldo del Mediterraneo durante i periodi interglaciali del Quaternario

Alcuni organismi del Neozoico:

  • Mya trucata, mollusco bivalve (ospite freddo)
  • Arctica islandica, mollusco bivalve (ospite freddo)
  • Globigerina pachyderma, foraminifero (ospite freddo)
  • Hyalinaea balthica, foraminifero (ospite freddo)
  • Buccinum undatum, mollusco gasteropode (ospite freddo)
  • Cardita elongata, mollusco bivalve (ospite freddo)
  • Elaphas antiquus, mammifero

Elephas antiquus del Neozoico

  • Ursus spelaeus, mammifero

Scheletro di Ursus spelaeus, mammifero del Neozoico

  • Strombus bubonius, mollusco gasteropode (ospite caldo)
  • Conus testudinarius, mollusco gasteropode (ospite caldo)