Gli Ebefanti

Cartellino, piccolo borgo rurale in Ciociaria, autunno. Un inquietante ritrovamento archeologico nel bosco riporta alla memoria un terribile omicidio avvenuto dieci anni prima nel vicino paesino di Vulcano. Contemporaneamente, in una mattina fredda e nebbiosa, viene rinvenuto, legato a terra in un prato, il cadavere di un uomo orribilmente sfigurato. Il maresciallo Arduino Del Banchetto ed i suoi collaboratori verranno travolti da una spirale di odio e miseria umana in un susseguirsi di omicidi, sparizioni e misteriosi scambi di persona 

Veniam dalla nebbia, la notte nascente
Grattiamo alle porte, nel giorno morente.
Abbiam musi lunghi ed occhi sanguigni
E denti deformi, mostruosi sogghigni.
Dalla notte dei tempi ci recano doni
Dall’alba del mondo ci onorano, proni.
Nel folto del bosco ci placa il tormento
Di muliebre voce il cupo lamento.
Ma sempre torniamo, voraci e cattivi
A chiedere il pegno e sacrifici votivi.
Noi siamo il maligno, siam neri, siam tanti,
Veniam dalla nebbia, noi siam gli Ebefanti!