Remo Cinelli

Anche nella seconda prova letteraria di Viselli, nel ruolo di scrittore di romanzi gialli, si rintracciano gli ideali ambientalisti dell'autore.
La difesa dell'Abete dal possibile taglio, da parte dei Cartellinesi , diventa una battaglia simbolica della più generale difesa dell'ambiente.
Tale difesa si fa epica quando il Maresciallo, aiutato da rari cittadini più avveduti , sostiene le ragioni dei più deboli che si dimostrano, ancora una volta e non solo nella trasposizione letteraria, i più sensibili verso la bellezza e la salvaguardia della natura.
Il thriller, L'Abete di Natale, si particolarizza per la suspence, creata ad arte dal brillante investigatore Del Banchetto, man mano che il protagonista si avvicina al significato delle tracce enigmatiche lasciate dalla vittima e che il maresciallo disvela, districandosi tra parole palindrome, anagrammi, frasi bifronte e tracce disseminate sul romanzo di Dumas "il Conte di Montecristo"
Anche nel secondo romanzo, fanno capolino la superstizione popolare e le dietrologie complottiste che trovano sempre ampi successi nelle chiacchiere di piazza. Fanno riflettere anche i riferimenti ai comportamenti sociali in cui si rimarca il consueto appiattamento popolare sul senso comune a cui tutti gli uomini tendono a conformarsi e che trovano un loro vantaggio, soprattutto, se quel pensiero omologato è quello che più è utile ai dignitari del paesino (che oggi, ahimè, è diventato il villaggio globale).

Resta la curiosità di chiedere all'autore se la vicenda, raccontata nel romanzo, del suo incontro ravvicinato con i due lupi appenninici sia un fatto realmente accaduto all'autore stesso....per l'intensità e realismo del racconto sembrerebbe proprio di si.