La successione di terremoti registrati a Vicovaro - Mandela è ascritta alla categoria degli sciami in virtù della definizione data da Mogi nel 1963 e Utsu nel 2002: “si definisce sciame la concentrazione di terremoti in cui non c’è un singolo terremoto di magnitudo predominante”. Differisce pertanto dalla sequenza sismica caratterizzata da un “main shock” e da “aftershocks” per la presenza di molti terremoti di magnitudo diverse distribuiti irregolarmente nel tempo. Per definire l’inizio, la fine ed il numero di terremoti dello sciame è stato utilizzato l’algoritmo ideato da Paul Reasenberg (1985) denominato CLUSTER2000 e distribuito gratuitamente dal Servizio geologico degli U.S.A. Con questo strumento è possibile definire quali terremoti di una determinata area sono interconnessi: si è così potuto verosimilmente stabilire che lo sciame ha avuto inizio il 15 dicembre del 2020, è terminato il 26 dicembre 2020 ed è stato costituito da 62 terremoti.

I terremoti totali dello sciame attualmente sono 62 con valore massimo giornaliero di 16 terremoti registrato il 19 dicembre. Nel grafico 1 è riportato il numero di terremoti giornalieri dall’inizio dello sciame mentre nel grafico 2 la linea bianca indica il numero di terremoti cumulato in quel giorno dall’inizio dello sciame e le frecce i cambi di pendenza, registrati il 20 dicembre, segno di una diminuzione dell’attività giornaliera ed il 26 dicembre, in cui l’annullamento della pendenza della curva segna la fine dell’attività sismica. La durata dello sciame è stata di 12 giorni durante i quali sono stati registrati terremoti in 11 giorni (92%). La media giornaliera è stata pari a 5,1 terremoti/giorno e di 5,5 terremoti/giorni attivi.

Figura 1 – Numero di terremoti giornalieri

Numero di terremoti giornalieri

Figura 2 – Numero cumulato di terremoti giornalieri

Numero cumulato di terremoti giornalieri

La magnitudo massima è stata pari a 2,6 ed è stata registrata il 19 dicembre alla 41° scossa dall’inizio dello sciame; quella minima è stata pari a 1,0 ed è stata registrata il 22 dicembre al 52° terremoto dall’inizio dello sciame. La maggior parte dei terremoti ha avuto magnitudo compresa tra 1,6 e 2,0 (48%). L’andamento giornaliero della magnitudo segue l’andamento tipico degli sciami con individuazione di una correlazione di tipo polinomiale di quinto grado e non mostrante chiaramente la presenza di picchi di massimo e di minimo.

Gli epicentri hanno mostrato un allineamento in direzione antiappenninica (NE – SW). Inoltre, in figura 3 viene mostrata la variazione della longitudine degli epicentri in cui è possibile individuare almeno 8 serie di scosse (individuate tramite gli ovali bianchi) con migrazione delle rotture da ovest verso est, ma senza spostamenti complessivi dello sciame nel suo complesso.

Figura 3 – Migrazione epicentri dello sciame ed individuazione di 8 serie di scosse

Migrazione epicentri dello sciame ed individuazione di 8 serie di scosse

Nella carta, oltre ai terremoti dello sciame (gocce blu) sono riportati i 4 terremoti master che hanno interessato in passato un’area posta a sud di quella attualmente attiva e che sono i seguenti:

  • Zagarolo: anno 1773, magnitudo 5,03
  • Guadagnolo: anno 1795, magnitudo 5,17
  • Palestrina: anno 1844, magnitudo 5,03
  • Zagarolo: anno 1883, magnitudo 5,10

Figura 4 – Distribuzione dei terremoti per classi di magnitudo

Distribuzione dei terremoti per classi di magnitudo

Figura 5 – Andamento giornaliero della magnitudo

Andamento giornaliero della magnitudo

Figura 6 – Localizzazione epicentri dello sciame e dei terremoti master verificatisi nella zona

 Localizzazione epicentri dello sciame e dei terremoti master verificatisi nella zona

(fonte: Centro Nazionale Terremoti, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Elaborazioni: Scienze forum)