CLIMATOLOGIA

Ennesimo "Annus horribilis" dal punto di vista climatico con uragani dalla violenza eccezionale, alluvioni, ondate di calore da record, siccità prolungate ed incendi che hanno devastato ampie porzioni di foreste.

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Anche nel mese di dicembre 2022 l'estensione dei ghiacci marini artici mostra valori al di sotto della media calcolata sul periodo 1981 - 2010. Due indicatori, però, fanno registrare una situazione migliore rispetto a novembre: una minore differenza rispetto ai valori normali ed un tasso di perdita inferiore. Nel documento allegato i dati di dettaglio

Rispetto alla media trentennale attualmente presa a riferimento a livello globale (1951-1980) il mese di dicembre 2022 ha mostrato un valore di 0,80°C superiore (anomalia più pronunciata rispetto a quella di novembre).

Abstract

É stato diffuso il rapporto 2023 dell’IPCC sul cambiamento climatico: l’ultimo decennio mostra un’anomalia di 1,09°C rispetto al periodo 1850-1900. Le emissioni di gas serra sono quadruplicate nel periodo 1990-2019 rispetto al periodo 1850-1989 ed oltre un terzo della popolazione mondiale emette oltre il triplo di quanto prodotto dal resto del pianeta. Infine, le concentrazioni di anidride carbonica nel 2019, con 410 ppm, hanno stabilito il record degli ultimi 2 milioni di anni

In Antartide siamo nella stagione estiva pertanto il ghiaccio marino diminuisce progressivamente, ma il tasso di perdita nel mese di dicembre è stato superiore al valore medio. Di conseguenza, l’estensione alla fine del mese è risultata la più bassa dell’intero periodo monitorato. 

Rispetto alla media trentennale attualmente presa a riferimento a livello globale (1951-1980) il 2022 ha mostrato un valore di 0,90°C superiore e sostanzialmente, le uniche aree con anomalie negative (temperature più basse della norma) sono localizzate in Antartide.

Il cambiamento climatico in atto sta già producendo effetti decisamente importanti che investono gli ambienti naturali ed antropizzati, in alcuni casi già con carattere di irreversibilità. I cambiamenti registrati si sono verificati in tutti i comparti del pianeta: atmosfera, oceani, criosfera, biosfera. Nella migliore delle ipotesi riusciremo a mantenere l’aumento, per i prossimi decenni, al di sotto dei 2°C ma non è remota l’ipotesi di aumenti vertiginosi, soprattutto in caso di perdurante inerzia, con impatti che sperimenteranno gli attuali under 20 e tutte le future generazioni