Paradossalmente la gestione dei rifiuti, tema importantissimo nell’ottica della tutela dell’ambiente e del pianeta, è contemporaneamente uno dei temi che più appassionano riflessioni e discussioni, in particolare quelle socio-politiche e, nello stesso tempo, un tema nel quale la discussione “di massa” è caratterizzata da grande approssimazione, forte inconsapevolezza e, troppo spesso, solamente da affermazioni ideologiche e/o demagogiche destituite di alcun fondamento tecnico-scientifico.

In buona sostanza, in tanti discutono, criticano, propongono soluzioni (generalmente miracolistiche) senza avere la sufficiente cognizione degli aspetti tecnici, ambientali, economici e sociali del tema.

Ad un argomento complesso, che coinvolge tecnica, economia, industria, sociologia ed altro ancora, la proposizione di soluzioni semplicistiche è generalmente sbagliata.

In questo breve saggio, che potremmo definire un manuale di gestione ambientale (in pillole), Riccardo Viselli (uno dei più preparati e competenti tecnici del settore dei rifiuti, oltre che un ambientalista convinto) riesce a condensare, in poche pagine, molte delle conoscenze indispensabili per poter correttamente approcciare il tema, in particolare dal punto di vista della corretta gestione dei rifiuti e della buona pratica operativa.

Certo, ciascun capitolo del manuale meriterebbe un approfondimento di merito e tecnico-specialistico, ciascuna affermazione potrebbe essere argomentata ed articolata per meglio affermarsi nel dibattito del settore, ma questo non è l’obiettivo di questo lavoro.

Facendo tesoro dell’esperienza maturata nel settore, Viselli è riuscito a riassumere con poche affermazioni le migliori considerazioni, allo stato possibili, per un corretto approccio al tema. In particolare per i non addetti ai lavori.

Due sono gli aspetti che emergono con maggiore chiarezza, e dal mio punto di vista, fondamentali per qualsiasi discussione.

L’importanza della “economia circolare”

Il pianeta ha risorse “finite”, già oggi insufficienti per soddisfare completamente le esigenze di consumo della popolazione. Nel 2019 il 29 luglio la popolazione mondiale aveva già consumato tutte le risorse ambientali (acqua, aria, energia, minerali, prodotti naturali) messe a disposizione dal pianeta. Dal 30 luglio abbiamo iniziato a consumare quelle che avremmo dovuto lasciare ai nostri figli e nipoti. Per dirla in altro modo, attualmente per soddisfare questo livello di consumi dovremmo avere a disposizione quasi due pianeti. Per invertire questa situazione occorre, da un lato, ridurre la quantità di consumi procapite, dall’altro non gettare via nulla e recuperare il più possibile. Passare cioè da una economia lineare (estraggo, produco, uso, getto) ad una economia circolare (nella quale non getto nulla, ma riuso, recupero, riciclo tutto il possibile sia in termini di materiale che di energia).

L’importanza della dotazione impiantistica

Per riutilizzare i beni ed i materiali, oppure recuperarli e/o riciclarli, servono impianti adeguati, siti e tecnologie per la selezione, per la trasformazione, per la rigenerazione della materia. E quando non è possibile recuperare in modo materiale, generalmente è possibile trasformare gli scarti in energia.

Le tecnologie e le competenze esistono. Purtroppo, in particolare nel mondo dei rifiuti urbani (ma non solo), soggetto a pianificazione pubblica e pertanto condizionato dagli umori e dalle “demagogie politiche” si assiste ad un generalizzato e progressivo ostracismo verso gli impianti di trattamento e trasformazione. La conseguenza è che si riducono le capacità di corretta gestione dei rifiuti e si privilegiano modalità assai negative, quali l’utilizzo della discarica (il sistema peggiore di trattare il rifiuto) oppure della migrazione/esportazione dei rifiuti, aggiungendo al danno la beffa del fortissimo impatto ambientale per il trasporto in altri territori.

Ovviamente, da tecnico specialista, il taglio di Viselli è quello dell’approfondimento normativo e della gestione industriale. L’esperienza delle imprese di gestione ha dimostrato che senza la realizzazione di una adeguata “visione industriale” l’indispensabile contributo del mondo dei rifiuti all’affermazione dell’economia circolare risulta vano.

Troppo spesso gli obiettivi più ambiziosi (economia circolare, rifiuti zero, materiali post consumo) si infrangono nella incapacità di vedere il tema nel suo complesso, nella confusione normativa e nell’assenza di una adeguata capacità gestionale, impiantistica ed industriale.

Seguendo i suggerimenti di Viselli è possibile indirizzare gli obiettivi gestionali e programmatici degli Amministratori e decisori pubblici ed orientare una corretta opinione pubblica, indispensabile per raggiungere qualsiasi obiettivo virtuoso.


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